lunedì 28 marzo 2011

Le cose che non ti ho detto e premi

Valentina del blog Universi Incantati mi ha nominata per ricevere il Premio Kreativ Blogger Award! :D per il quale bisogna nominare i 10 blog che ritengo meritevoli di ricevere questo premio e poi elencare 10 cose di me che non sapete (non mi è chiara la connessione, ma pazienza!)







Come da regolamento, per prima cosa provvederò a nominare i 10 blog (non sono in ordine di importanza):



· 1) Universi Incantati di Valentina


· 2) JustForTalking di Arwen


· 3) Libri e Caffèlatte di Samantha Baldin


· 4) Welcome To Bookland di Katia860


· 5) Sognando Leggendo » di Nasreen


· 6) DIARIO DI PENSIERI PERSI di Alessandra


· 7) Inchiostrosimpatico di Flavia


· 8) 4roses di Davide


· 9) Sotto il vestito? Una Saga Fantasy di Diana


· 10) †.....Benvenuti nel mondo di MeryBimbaDark.....† di MaryBimbaDark




EEEEeee pooooiii... 10 cose di me che non sapete:



1) Quando ero piccola dicevo che da grande avrei voluto fare la bella lavanderina, ne ero convinta... Dopo di che ho optato per la scienziata, non si sa bene sulla base di cosa



2) ho troppi hobby, vorrei fare tutto e non faccio mai niente; tra gli altri: disegnare, dipingere, fare fotografie, ballare (jazz), vedere balletti di danza classica...



3) rimpiango di non aver fatto architettura



4) Amo i cavalli, le lunghe corse al galoppo sui prati e fare salto ostacoli (tra gli hobby che non riesco più a fare)



5) Nutro per i bambini una sorta di amore odio; li odio per lo più perché i genitori non sanno educarli e perché mi mettono in imbarazzo; li amo perché mi affascinano, mi affascina la loro psicologia e mi sembrano creature da dover sempre proteggere, inoltre quelli tra i due mesi e i tre anni li trovo tutti bellissimi!!



6) Se mi fisso con una canzone posso ascoltarla di seguito un giorno interno (con le cuffie o a basso volume, così non rompo le orecchie a nessuno e nessuno mi prende per autistica)



7) come scrive Vale, "Mi piace psico-analizzare e pisco-analizzarmi. La mente umana mi affascina".



8) stare seduta a mangiare mi sembra una gran perdita di tempo, a meno che non sia una cena tra amici, allora posso stare seduta a chiacchierare anche quattro ore



9) Credo che il mio unico vero desiderio, nella vita, sia avere una famiglia perfetta da mulino bianco, con piccolo villino, giardino e due cani ...e viaggetto fico una volta all'anno (anche una volta ogni due, se proprio sono a corto di money); e talvolta mi do della scema per questo.



10) vorrei vivere in un luogo dove è sempre maggio... ok, al massimo giugno!




...quoto ancora una volta Valentina "chiunque farà uso scorretto di queste informazioni sarà perseguibile per legge -_-''





mercoledì 23 marzo 2011

La partenza – Principesse di Atlantide

Questo è il titolo del racconto (lo trovate qui) che ho inviato per l'iniziativa Autori per il Giappone, di cui vi ho parlato nel post precedente. Con ogni probabilità sarà parte di un capitolo che sto pensando di pubblicare online, ancora non ne sono sicura, spero vi piaccia; passate parole, ma mi raccomando oltre a leggere e commentare, per favore, donate a Save the Children.


lunedì 21 marzo 2011

Autori per il Giappone

Aggiorno per informarvi su questa bella iniziativa "Autori per il Giappone", che trovate qui. Copio dal sito:


Leggete le storie che troverete qui a fianco. E in cambio inviate quel che potete a Save The Children, cliccando sul banner in alto. Un euro, dieci, mille. Quello che volete e potete. Una storia in cambio di un dono: anche un centesimo può fare la differenza. Sempre.



Ci sono sia racconti che immagini e potete inviarne anche voi a questo indirizzo info@autoriperilgiappone.eu



venerdì 18 marzo 2011

Pazienza...

Poco fa mi ha scritto una delle case editrici (una grande) a cui avevo inviato il mio manoscritto dicendomi che non erano interessati. Non mi aspettavo una risposta, quindi sono stata contenta, tra l’altro non mi hanno scritto fa schifo, è scritto con i piedi, o altro, dicono solo che non rientra nelle loro collane (spero non rispondano a tutti così :p).


Me lo aspettavo, pazienza…

domenica 13 marzo 2011

Scritture, letture, vita

Immagino non sia molto carino sparire da un blog per così tanto tempo, almeno per me stessa : ) Per fortuna ho spiegato prima i motivi di tale assenza. Al momento sono ancora validi.


La realtà, però, è un'altra: in questi giorni mi sento un po' abbattuta, per gli alti e i bassi, bassi, bassissimi della vita, tra soldi che mancano, lavori che vanno e vengono e tanto altro per cui non starò qui ad annoiarvi.


Inoltre, come sapete, trovo appagante scrivere e non smetterò di farlo, ma qui tutto tace e, come se non bastasse, a volte mi rileggo e non mi sento soddisfatta, mi sembra sempre che manchi qualche cosa, che la trama sia banale, che i personaggi siano stereotipati, che la scrittura... ah, la scrittura, che cruccio! Della scrittura non sono mai contenta, cambierei sempre tutto. Sto parlando di NT1, ma anche del seguito. A conti fatti, mi dico, come pretendi che una casa editrice ti cerchi, se non ti piaci neppure tu? Nell'attesa di una risposta, rotolano balle di fieno....


C'è anche il discorso Figlie di Ananke: qualche tempo fa ho scritto la bozza della fine, quindi dopo una fase di rodaggio potrebbe essere pronto. Il fatto è che non mi piace; non mi piace come ho scritto tutta la parte precedente, in termini di trama, e non mi piace la fine. L'ho messa lì, a macerare e ora macera, macera, macera... tra un po' mi fa la muffa! Ah, ecco cos'è 'sta puzza, direte voi; sì, è Black Light di Dil, proprio quello!



Passando alle ultime letture, sono arrivata all'ultimo della Auel: il primo, Ayla, Figlia della Terra, rimane il mio preferito, anche se la storia d'amore tra lei e Giondalar (che inizia nel secondo volume) è molto bella, l'autrice diventa prolissa, ripetitiva e riempie il testo di particolari non solo inutili, ma ripetuti ottanta volta, alla fine della fiera saprete anche voi come si lavora una selce e come si spande l'acqua (fare pipì).


Ho letto l'ultimo della Carey (del penultimo ho scritto qui), la mia adorata Carey, io la amo, nonostante la prima trilogia rimanga, per ora, la mia preferita e nonostante io ami la traduzione di Elisa Valle e basta. A volte do una letta alla versione inglese e, nella mia totale ignoranza di tale lingua, ho dedotto che questa traduttrice ha dato qualcosa in più alla Carey, in parte perché si tratta del rigido inglese, in parte perché la Valle ci ha messo del suo, interpretando intere frasi e aggiungendo sfumature meravigliose; il traduttore della seconda trilogia, traduce più alla lettera (non ho il libro originale in questione, ma lo deduco dai testi in inglesi dell'autrice che al momento ho), quindi in parte è fedele alla scrittura originale, in parte toglie qualcosa perché, ringraziando il cielo, l'italiano non è l'inglese.


Ieri ho comprato Vex e Kalix, di Martin Millar, seguito di Ragazze Lupo (la mia recensione la trovate qui), spero sia carino come il primo. E ho preso Alexandros di Valerio Massimo Manfredi per regalarlo al mio ragazzo e magari leggerlo anche io, perché mi ispira molto.



Per il resto la vita va, male, ma va. E poi di che mi preoccupo? Tra poco arriva il 2012 e il problema sarà risolto.

venerdì 18 febbraio 2011

Perché non ci sono questi giorni...

Perché ho una situazione a casa un po' incasinata.

Perché sto scrivendo NT2.

Perché sto leggendo più di un libro insieme (cosa che non è da me), tra cui Santa Olivia di J. Carey, in lingua inglese, e sto rileggendo Gli eletti di Mut della Auel, per poi leggere il quarto e il quinto, e il sesto che uscirà, pare, a marzo in contemporanea in tutto il mondo.

Perché sto studiando per un concorso, ovviamente diritto amministrativo, che odio con tutta me stessa.

Perché cerco anche di avere una vita sociale.

Quindi se vi chiedete dov'è Dil, ecco dov'è Dil... nun c'è.



lunedì 14 febbraio 2011

Recensione Graceling e Fire, di Kristin Cashore

Come promesso sono qui a parlarvi di libri, strano, eh! Cerco di essere breve, questa volta.

I libri sono quelli del titolo del post, dove Graceling è il primo e Fire è il prequel.



Graceling.

Trama: Tutti i Graceling hanno gli occhi di due colori diversi. Tutti i Graceling hanno un Dono. Difficile è però sapere quale Dono possiedono: a volte anche per loro stessi è duro capirlo e controllarlo. Ci sono Doni quasi inutili, come la capacità di ripetere le parole al contrario o di ricordare certi dettagli. Katje ha diciotto anni e il suo Dono è un'arma terribile nelle mani di suo zio, re Rand. Il futuro le può riservare un posto sicuro al fianco di quest'uomo vendicativo o infinite sorprese, come l'incontro con un Graceling dallo sguardo intenso che sembra conoscerla fin troppo bene.

L’ho letto in pochissimo tempo perché mi ha presa subito e la trama scorre leggera e interessante, il dono di Katje (nell’originale si chiama Katsa) è particolare e ci presenta una protagonista nuova, forte e indipendente; tuttavia il libro ha i suoi difettucci, primo tra tutti direi l’insopportabile femminismo della protagonista, che non è mai spiegato, non si capisce perché lei abbia questa idea del matrimonio, dell’amore e dei figli come di qualcosa assolutamente da non fare, che non vuol dire che doveva per forza essere diversa per piacere al lettore, ma che per avere senso (essendo un aspetto molto forte), doveva quanto meno essere spiegato. Lei scopre di amare lui e… nooooo io non posso innamorarmi di te perché non mi voglio sposare. Beh, sì, un concetto davvero moderno e intelligente. Povero Po Verdeggiante! E povero Po Verdeggiante, perché ha questo nome terribile…

Inoltre non vi è una vera e propria crescita della protagonista poiché l’unica che ha non dipende da una sua maturazione, quanto dalla comprensione del dono che possiede (non spiego di più per motivi di spoiler).

Il climax del libro -la lotta con il cattivo, per intenderci- è cotta e mangiata. Da rimanerci di sasso, e io ci sono rimasta di sasso, però è particolare e ci può stare; la nota stonata è anche nella fine, però: siccome la tipa è un assassina, la tipa è femminista, insomma il libro è fuori dagli schemi, non si poteva avere un vero happy ending, ma l’ho trovato forzato e del tutto fuori luogo.

Nonostante ciò, è il libro di un’esordiente, lei scrive abbastanza bene, a parte qualche scena raccontata più che mostrata. Come personaggi secondari, non sono male il figlio del re -cugino e amico di Katje- e Bitterblue, cuginetta di Po.

Se fosse stato un libro per adulti e l’autrice si fosse lasciata più andare, credo che avrebbe giovato; la Cashore sarebbe dovuta entrare più nel dettaglio evitando di presentare mille aspetti e situazioni, poi abbandonati in superficie.

A conti fatti però è stata una lettura davvero piacevole, un mondo fantastico nuovo, una trama abbastanza complessa, un’eroina interessante, forse più adatta a un pubblico femminile.

Dati più o meno oggettivi

Prezzo 14,oo Pag: 495 Rapp. qualità prezzo: avrei abbassato di due euro...

Edizioni DeAgostini: redazione: buona

Copertina: 8/10

Genere: fantasy, azione, avventura, romance, young/adult

Libro unico: no (prequel uscito in Italia, e sequel ancora non uscito)

Scrittura: -terza persona, passato - chiara, scorrevole; presenza di due punti e punti e virgole: sì, 8/10

Trama: 8/10

Caratterizzazione protagonista: 8/10; altri personaggi: 7.5/10

Voto 8/10

Consigliato: sì.

***




Fire.

Trama: Al di là dei sette regni vivono creature dalla bellezza mozzafiato, animali dai colori sgargianti capaci di ammaliare gli uomini e di prendere possesso delle loro menti. Sono i mostri. Fire è una di loro: l'unico mostro in tutta la Valle con sembianze umane. Molti vorrebbero impadronirsi del suo enorme potere e sfruttarlo per usurpare la corona, ma Fire ha giurato di usare il suo fascino solo per difendersi dai suoi nemici. Non è facile, però, mantenere i buoni propositi. Non quando re Nash e i suoi fratelli hanno bisogno del suo aiuto. Non quando un intero esercito è pronto a sacrificarsi per proteggere quel che rimane del regno. Non quando il principe Brigan le sta così vicino.

Beh, ecco, questo libro in parte è stato una delusione. Non c’è stata una vera crescita in termini di scrittura, ma questo sarebbe l’ultimo aspetto: la trama è inesistente, di fatto non va mai avanti, a parte le ultime 50 pagine, per il resto è un… troiaio, passatemi il termine.

Motivo per cui, tra l’altro, a mio avviso non è affatto un libro Y/A (quando l’ho comprato era nella sezione bambini!!!): Fire ha 17 anni, va a letto con il suo migliore amico, quasi fratello (che nel frattempo va a letto con tutte quelle che gli capitano a tiro, mettendone incinta due per tre!), e lo fa con un cinismo e un disinteresse che non sono propri della sua età, fosse stato un libro per adulti, almeno ci saremmo gustati le suddette scene, invece no, è uno Y/A e quindi niente scene succulente di sesso. Ok che oggi i giovani sono figli di Moccia, però mi sembra un tantino fuori target.

I colpi di scena sono carini, però che cavolo, sono tutta una serie di omicidi, patricidi, adulteri, stupri, aho, e che ansia!! Come se non bastasse non serve quasi a nulla per la trama. Per non parlare del fatto che lei ha bisogno di una scorta ogni volta che ha il ciclo sennò i mostri se la pappano… va bene, sorvoliamo.

Nonostante Katja fosse un’assassina femminista ero riuscita ad immedesimarmi molto di più in lei che non in Fire, amante dei cavalli e desiderosa di avere figli (che non avrà mai perché, udite, udite, si è fatta sterilizzare!). Anche l'ambientazione qui è inesistente, mentre se per lo più abbozzata (ma stava bene nel tipo di storia), in Graceling è descritta e importante per le varie vicende.

Il libro è il prequel del primo solo perché uno dei personaggi secondari appare (a mio avviso in maniera forzata) un paio di volte, per finire nel nulla. L’unico personaggio femminile davvero forte, poi viene ammaliato anche lei dal migliore amico di Fire e perde dieci punti; di fatto quindi l’unico vero personaggio femminile forte, sensato e coerente è una bimbetta di 5 anni (che, ringraziando il cielo, non va a letto con nessuno, però vorrebbe sposarsi con l’amico in questione di Fire).

Brigan si innamora di Fire per motivi oscuri, o se non sono proprio oscuri, banali; se non altro lei non salta nel letto di lui o viceversa, però quando questo -di grazia- avviene, non solo non viene descritto, ma manca di sentimento nella maniera più totale: del tipo “si baciarono e poi lei lo condusse a letto”, e tanti cari saluti.

L'unico aspetto interessante è il conflitto che la protagonista vive con il ricordo del padre e la crudeltà di lui, che in qualche modo diviene un conflitto con se stessa.

Devo essere onesta, non so se consigliare o meno questa soap opera… pardon, questo fantasy per giovani adulti, neppure a chi è piaciuto Graceling. Ma, sempre per onestà, sottolineo che in America ha moltissimi pareri positivi.

Dati più o meno oggettivi

Prezzo 15,9o Pag: 492. Rapp. qualità prezzo: insomma

Edizioni DeAgostini: redazione: abbastanza buona

Copertina: 7/10

Genere: fantasy, azione

Libro unico: vedi sopra

Scrittura: -terza persona, passato - chiara, scorrevole; presenza di due punti e punti e virgole: sì, 8/10

Trama: 5/10

Caratterizzazione protagonista: 6/10; altri personaggi: 6/10

Voto 6/10

Consigliato: non saprei.

sabato 12 febbraio 2011

Perdono

Questa volta sono stata via per motivi familiari, ultima settimana in particolare un po' devastante, però non starò qui a tediarvi con tali problemi. Torno presto.

giovedì 3 febbraio 2011

Concorso Letterario "Suspense Tale"

Vi riporto il post intero di Irene Pecikar, che, sul suo blog, ha indetto un concorso. Eccolo qui:


Bando Concorso Letterario "Suspense Tale"


TuttosuilibriBLOG

in collaborazione con

Edizioni R.E.I.

vi invita a partecipare al


CONCORSO LETTERARIO

“SUSPENSE TALE”


P E R O P E R E I N E D I T E
E d i z i o n e 2 0 1 1


Regolamento:


Art. 1 - Il Premio Letterario “Suspense Tale” nasce
per sostenere e promuovere le opere inedite,
dando visibilità alle stesse e ai suoi autori.

Art. 2 - Sono ammessi all'esame della giuria solo
ed esclusivamente lavori inediti
in lingua italiana.

Art. 3 - Al Premio possono partecipare
scrittori di tutte le nazionalità e senza limite di età,
inviando nei termini stabiliti dal presente
regolamento le opere di cui agli articoli successivi.
La partecipazione al concorso è libera a tutti,
sia scrittori emergenti che autori già editi.

Art. 4 – Termine massimo per l’invio:
10 aprile 2011

Art. 5 – Ciascun racconto dovrà pervenire
esclusivamente in formato Word
e dovrà contenere
i dati anagrafici dell'autore
(nome, cognome, indirizzo, città, telefono, mail).

Art. 6 – I racconti dovranno pervenire
solo ed esclusivamente
al seguente indirizzo di posta elettronica:
tuttosuilibri@gmail.com


Art. 7 - Ogni racconto dovrà essere di
massimo 10.000 battute, ovvero 5 cartelle
(ogni cartella 2.000 battute spazi compresi)
e avere come argomento un racconto:


1 – Romantic Suspense


2 – Thriller


3 – Historical Thriller



Art. 8 - I racconti devono essere corretti e riveduti,
ferma restando la facoltà della casa editrice
e del Comitato di lettura di rettificare le parti
evidentemente erronee,
al fine di salvaguardare la qualità dell’antologia stessa.
Gli elaborati che presenteranno volgarità,
oscenità, frasi discriminatorie o razziste,
saranno esclusi dalla partecipazione al premio.


Art. 9 - Ogni racconto deve essere firmato con il
nome reale dell’autore
o con uno pseudonimo,
purché in quest’ultimo caso,
pena l’esclusione dal concorso,
in calce allo stesso siano indicati
i dati personali dell’autore.


Art. 10 - Il Comitato di lettura selezionerà i migliori racconti.
Gli incipit dei racconti selezionati verranno
pubblicati nel sito: www.tuttosuilibri.blogspot.com
e i racconti più votati (45/50) e quelli più
meritevoli verranno pubblicati in un’antologia
edita dalla casa editrice “Edizioni R.E.I.”
in formato cartaceo e in formato eBook.


Art. 11 - Qualora la propria opera venga selezionata
dal “Comitato di Lettura”,
è obbligatorio, pena l’esclusione,
che l’autore dia il consenso all’inserimento
a titolo gratuito della stessa
nel volume antologico in seguito realizzato.


Art. 12 - L’antologia verrà pubblicata entro il 15 maggio 2011
e raccoglierà i migliori racconti pervenuti.


Art. 13 - La partecipazione al Premio Letterario “Suspense Tale” implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 14 – Ogni autore che verrà pubblicato si impegna ad acquistare almeno 2 copie dell’antologia al prezzo scontato del 50%.


ART. 15 – Tutela dei dati personali.
In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196
"Codice in materia di protezione dei dati personali",
si dichiara quanto segue: Ai sensi dell'ART. 5-6-9-10-11-13:
il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi
i diritti di cui all'Art. 5, è finalizzato esclusivamente alla
gestione del premio. Tali dati non saranno
comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.
Ai sensi dell'Art. 6: con l'invio degli elaborati con i quali
si partecipa al concorso allegari il consenso scritto
dall'interessato al trattamento dei dati personali.


Per informazioni:

Segreteria Premio “Suspence Tale”
tuttosuilibri@gmail.com


L’antologia sarà disponibile presso le librerie on-line:


www.ibs.it

www.bol.it

www.hoepli.it

www.deastore.com

www.libreriauniversitaria.it

www.ciao.it

www.libri.dvd.it

www.amazon.it

www.italiadvd.it

Presso i seguenti siti di vendita eBook on-line:


www.9am.it

www.bol.it

www.compraebook.it

www.ebook.it

www.lafeltrinelli.it

www.ibs.it

www.ilgiardinodeilibri.it

www.mediaworld.it

www.okbook.it

www.pilade.it

www.simplicissimus.it


Presso le seguenti librerie:

http://edizionirei.webnode.com/librerie/


sabato 29 gennaio 2011

Buoni propositi per un autore esordiente

Su facebook ho letto 'i buoni propositi per un autore esordiente' di Simone Togneri. L’ho trovato davvero interessante e ho pensato di riportarli su questo blog, visto che calza a pennello. Però ho dato una mia visione personale dei suoi propositi, la parte in verde. Ditemi cosa ne pensate.

1) Ecologia (stampiamo di meno: sprecando meno carta la natura ci ringrazierà.) Sono decisamente d’accordo e sto cercando di farlo, considerando che si spreca anche molto denaro -che non ho.

2) Aiutiamo chi lavora (evitiamo di seppellire i poveri addetti delle case editrici sotto migliaia di manoscritti che finiranno al 99% cestinati, magari senza essere nemmeno letti. Se proprio non possiamo farne a meno, cerchiamo almeno di osservare tutti gli altri punti di questa nota.) Questa ammetto di non averla capita: suona come “non inviare il tuo manoscritto”, ma se non lo invio neppure, che autore esordiente sono o penso di diventare? Come minimo sarebbe sbagliato il titolo dei propositi. Quanto al 99% dei manoscritti che finiscono cestinati stendo un velo pietoso.

3) Economia (evitiamo di inviare a tappeto le nostre bozze a tutti gli editori. Oltre a risolvere i problemi dei punti 1 e 2, aiuteremo il nostro portafogli.) Beh, direi che mi sembra abbastanza ovvio e facile da fare.

4) Più solidarietà, fratello (acquistiamo e leggiamo i "colleghi" esordienti: è il miglior modo per crescere tutti.) Nonostante le grandi delusioni, cerco di farlo.

5) Il tempo è denaro (Riempire fogli e fogli di parole indossando i paraocchi è tempo perso. Dedichiamo spazio alla lettura, all'osservazione del mondo che ci sta attorno, alle persone. Il nostro stile non potrà che giovarne.) Questo lo faccio da sempre, non potrei scrivere se non lo facessi… Un ottimo consiglio, vero anche per i non esordienti.

6) Umiltà (impariamo a rileggere e correggere ciò che si è scritto e, se serve, non esitiamo a tagliare anche la frase più bella.) Dio solo sa quante volte leggo e rileggo: mi dicono che sono maniaca. E, udite, udite, ho anche tagliato; certo una frase bella… se una frase la troviamo bella non capisco perché vada tolta.

7) Ma anche no (cominciamo a pensare che il nostro romanzo nel cassetto possa NON essere quel capolavoro che crediamo. Cerchiamo di essere certi delle nostre possibilità, ma consapevoli dei nostri limiti. Vedi punto 6.) Io non credo che il mio romanzo sia un capolavoro, anzi più passa il tempo più mi sembra un romanzo con dei limiti, ma se ho voglia di pubblicarlo è perché ci credo almeno un po’, sennò non avrebbe senso; “Ehi, tu, lo so che qui ho una schifezza, però me la pubblichi?” …non suona un granché.

8) Niente a tutti i costi (pagare per pubblicare - oltre a rendere praticamente nullo il punto 3 - significa ammettere che il nostro lavoro non vale una cicca. E non è vero che ognuno è libero di fare come vuole: chi paga per pubblicare danneggia anche chi non lo fa.) Su questo sono d’accordo al 100%, niente editori a pagamento, non vale neppure la pena di chiamarli editori!

9) Gloria a costo zero (il fatto di aver pubblicato qualcosa non ci autorizza a sentirci migliori di altri. Tanto meno il fatto di scrivere.) Ah, questo è da dire a diversi autori più o meno esordienti, che si sentono dei fichi…

10) Impegno e perseveranza (scrivere molto non vuol dire scrivere meglio. E' l'attenzione ai particolari che fa la differenza.) Sì e no: sì perché sono i particolari a fare la differenza, no, perché scrivendo molto e tenendo fede al punto 5, si scrive anche meglio, secondo me.

domenica 23 gennaio 2011

La gladiatrice, di Whitfield Russell

Cercherò di essere oggettiva in questa recensione, anche se, quando ho girato l’ultima pagina, ho messo su goodreads 5 stelle. So che non le merita perché ha errori e diversi difetti, però mi ha fatto uno strano effetto in termine di emozioni. Ma andiamo con ordine, ecco la trama:

Unica sopravvissuta a un naufragio sulle coste dell’Asia Minore, la spartana Lysandra finisce nelle mani di Lucio Balbo, il proprietario di un ludus nei pressi di Alicarnasso, nel cuore dell’Impero romano d’Oriente, dove vengono addestrate giovani gladiatrici. La fiera Lysandra, discendente da un antico ordine di sacerdotesse guerriere, non accetta il suo nuovo status di schiava. Costretta a combattere nell’arena per riottenere la libertà, grazie alla sua straordinaria abilità nell’arte gladiatoria, conquista l’adorazione delle folle, esibendosi con il nome di battaglia di Achillia, e si guadagna il rispetto del lanista, il proprietario della scuola. Dotata di un carisma da leader, grazie all’eccezionale destrezza con le armi, la gladiatrice sconfigge una dopo l’altra le avversarie più temibili, fino alla sua nemica giurata, Sorina, a capo del clan barbarico del ludus. Nell’ultimo spettacolare combattimento, organizzato in onore dell’emissario imperiale in visita alla città, Lysandra affronterà la sua prova più difficile: una sfida all’ultimo sangue. Le avvincenti descrizioni dei combattimenti e l’appassionante ricostruzione della vita all’interno del campo, tra la durezza dell’addestramento, le umiliazioni subite dalle schiave, lo spirito di squadra che unisce tra loro le lottatrici, non senza qualche incursione nell’amore saffico, fanno di questo romanzo un affascinante affresco storico che rivela aspetti inediti dell’antica Roma al tempo di Domiziano.


La storia, per lo scrittore, nasce da un bassorilievo di Alicarnasso in cui vi sono due gladiatrici alle quali viene data la libertà, se non volete rovinarvi il finale, non vi conviene leggere i nomi delle due donne. Io credo che, partendo da ciò, l’autore si sia mosso molto bene; anche io quando ero più piccola mi inventavo alcune storie su “brandelli di vita archeologici”, era divertente.


Tornando al romanzo, Lysandra è una protagonista con cui è difficile entrare in sintonia e mi rendo conto che possa non piacere: è testarda, arrogante, bellissima, vendicativa e non prova sensi di colpa ad uccidere. È figlia di Sparta e chi di noi può riuscire a immedesimarsi in lei, oggi? (la domanda è retorica, ma spero nessuno :D) Tuttavia, non so, è seducente, non solo per i personaggi che le girano intorno, ma anche per il lettore, o almeno per me. Nonostante tutto è molto donna, che vuol dire che è molto sicura di sé e nello stesso tempo si fa delle paranoie -che non ammetterebbe mai e che fa fatica ad ammettere anche a se stessa- In tutto il libro non vi è una vera crescita del suo carattere, cosa che da molti è stata criticata. Come forse sapete, a me piace molto quando un personaggio matura e, tuttavia, la sua mancanza di un cambiamento radicale l’ho trovata coerente con la sacerdotessa spartana, cresciuta per ben diciannove anni in un modo duro e militarizzato fino all’eccesso. Tra l’altro, per quanto rimanga sempre uguale, alla fine viene smussata in qualche modo: accetta l’amicizia di una ragazzina, si lascia andare all’amore ed ammette poco a poco a se stessa -e alla fine a due amici- di avere paura, e l’ammissione della paura per un figlio di Sparta non è accettabile, la paura è uno “stato mentale”.


Il mondo che le gira intorno è crudele, ma è il mondo di quel tempo, vive in un ludus, accetta-solo dopo l’aiuto di un sacerdote ateniese- il suo nuovo ruolo di schiava e combatte per la libertà, la propria. Sangue e violenza non sono risparmiati in nessun modo, né lo sono le scene di sesso. Non amo le storie omoerotiche, ma non vedo come possano essere criticate in questo contesto (molti lo hanno fatto), un mondo fatto di donne, di donne forti, alcune delle quali non disprezzano assolutamente l’altro sesso. Purtroppo l’amore saffico tra Lysandra e Eirianwen, a mio avviso, perde un po’: perde di sentimento nelle scene erotiche (mi chiedo sempre se questo dipenda dalla scrittura da parte di un uomo) e perde nel complesso della storia, perché, a parte la bellezza di entrambe, non si capisce bene il motivo per cui queste due donne arrivino a provare un sentimento forte come l’amore; è un peccato poiché sembra che sia messo là solo “perché lo dico io”, ovvero l’autore. Sarà comunque Eirianwen a smussare per prima la rigidità fisica e mentale della spartana e a donarci un po’ di passione.


Gli altri personaggi son ben delineati, tutti assumono un ruolo preciso, hanno spessore lungo tutto il romanzo e alcuni di loro affrontano cambiamenti degni di nota. Ho adorato Telemaco, il sacerdote ateniese, che prima diviene amico per soldi, poi per affetto; avrei preferito un ruolo più grande per lui. Non è male neppure Lucio Balbo, il lanista -ovvero il proprietario del ludus dove si allenavano i gladiatori- che, nonostante il lavoro che fa e la sete di soldi, rimane molto umano; decisamente non credibile il dono che fa alla fine a Lysandra. Catuvolcus, uno degli istruttori, di cui non riesco a pronunciare il nome, è un personaggio ben costruito, può piacere o meno, ma il suo carattere, le sue mille reazioni sono reali e comprensibili. Anche le altre gladiatrici che girano intorno alla trama sono diverse tra loro, con le loro diverse culture, i loro vizi, le loro personalità.


Non è certo un libro per ragazzini -come avevo pensato all’inizio, quando ho regalato il libro al mio ragazzo- e la scena di stupro è molto forte, a me personalmente ha fatto davvero male in termini di emozioni; mi sono commossa quando Lysandra parlando con Balbo in seguito (non posso spiegare meglio perché sarebbe uno spoiler), mostra le sue lacrime al lanista: Lysandra è arrogante, dura, piena di odio e di voglia di vendicarsi, ma è una donna, una donna violata, uno stupro è uno stupro. Trovo che sia stata una scelta sagace da parte dell’autore.


L’ambientazione è molto buona, uno spaccato della vita durante l’impero di Domiziano, primi anni 100 dopo Cristo, che non riporta la storia da come la conosciamo nei libri di scuola, ovvero per le grandi gesta e le date più importanti, bensì attraverso la vita di donne, schiave -romane, elleniche e barbare- che combattono per la propria libertà, in Asia Minore, in un periodo di pace in cui, però, le diverse civiltà si scontrano attraverso le personalità delle schiave. Ammetto di non avere grosse altre conoscenze di questo periodo, vorrei però riportare un’obiezione del mio ragazzo che si è adirato all’idea che morissero tante gladiatrici, infatti oggi è un dato riconosciuto che la morte dei gladiatori, se non altro per motivi di denaro (i gladiatori erano trattati molto bene, curati, allenati, partecipavano a feste e avevano una notevole libertà di movimento), fosse cosa rara. Nel libro viene detto in qualche modo, e, secondo me, le morti riportate sono significative all’interno della trama stessa, lui, però, ritiene che non sia abbastanza, quindi immagino che per gli “addetti ai lavori” e gli estimatori sia un notevole punto a sfavore.


La trama è coerente, incentrata sulla figura di Lysandra, la sua personalità e le sue nemesis, ovvero il proprio stupratore e la sua nemica giurata. La fine lascia un po’ con l’amaro in bocca, prevedibile per chi conosce il suddetto basso rilievo; il fatto che lei e l’intero ludus si alleni per qualcosa che poi non succederà fa storcere il naso. Vi è un seguito, intitolato Roma Victrix, dovrebbe uscire in Gran Bretagna a maggio, in Italia ancora non è dato sapere.


Whitfield ha una scrittura pulita, per essere un’esordiente non vi è proprio nulla da dire: non vi sono frasi troppo corte, né troppo lunghe, buon uso di avverbi e aggettivi. Qualche scena raccontata, ma nulla di più. C’è una cosa che proprio non mi è andata giù, ma suppongo che dipenda dall’edizione italiana: uno dei personaggi a un certo punto dice “e stop!”, beh, detto in epoca romana ad Alicarnasso nun se po’ senti’! Un paio di refusi, per il resto un buon editing da parte dell’Aliberti che, tra l’altro, è una casa che non conoscevo prima di ora. Deve avere una buona distribuzione perché la sua copertina mi ha praticamente catturata in ogni libreria in cui sono stata.


In effetti, ho iniziato a fare le ronde a questo libro per gli occhi piazzati sulla copertina nonché per il verde acqua della stessa, ci ho girato più volte intorno a dicembre, alla fine non sicura che potesse piacermi la trama, l’ho regalato per Natale al mio ragazzo, il quale ama i romanzi che si svolgono in epoca romana. Pensavo di farmi dire da lui se poteva essere un libro anche per me. Ho letto dieci pagine a casa sua, ma siccome non lo aveva finito, l’ho dovuto lasciare, l’ho preso dopo qualche tempo e in una giornata -finalmente- libera, l’ho letto. Tutto insieme!


Come dicevo all’inizio, non è possibile immedesimarsi in Lysandra, tuttavia oserei dire che mi ha catturata in pieno. Un affresco accattivante a tinte forti. Un racconto struggente che non scende nella pietà fine a se stessa, una carica piena di eccessi che ben si adattano al mondo descritto, fatto di combattimenti, azioni, passioni, umiliazioni, forza e volontà, e dai sentimenti più diversi.



Dati più o meno oggettivi

Prezzo 17,oo Pag: 368. Rapp. qualità prezzo: avrei abbassato di due o tre euro...

Edizioni Aliberti: redazione: buona

Copertina: 10/10

Genere: storico, azione

Libro unico: no


Scrittura: -terza persona, passato - chiara, scorrevole; presenza di due punti e punti e virgole: sì; 9/10

Trama: 8/10

Caratterizzazione protagonista: 8.5/10; altri personaggi: 9/10


Voto 8,5/10

Consigliato: sì; ma è per un pubblico adulto e dallo stomaco forte.



Related Posts with Thumbnails