Ed è per questo che non funziona più: assuefazione. Non parlo della pazienza nei confronti degli altri, parlo di quella nei confronti della vita, parlo di quella che ti dicono tutti di avere -da quasi dieci anni- quando sconsolata ti rendi conto che i sogni non si realizzano mai. La mia, di pazienza, non funziona più: il mio corpo non la recepisce.venerdì 24 giugno 2011
La pazienza è un analgesico
Ed è per questo che non funziona più: assuefazione. Non parlo della pazienza nei confronti degli altri, parlo di quella nei confronti della vita, parlo di quella che ti dicono tutti di avere -da quasi dieci anni- quando sconsolata ti rendi conto che i sogni non si realizzano mai. La mia, di pazienza, non funziona più: il mio corpo non la recepisce.giovedì 13 gennaio 2011
Abbandonare il mondo
Non ho abbandonato il blog, ho abbandonato il mondo. Sì, quello normale.
A breve ho una scadenza -per così di dire- e dopo quella, una svolta; questa cosa mi mette ansia, giusto perché io, di mio, non soffro mai di ansia. Il risultato è unicamente uno: quando posso esimermi dal pensare a tale spada di Damocle, scappo nel mondo di NT. Ormai mi sono gettata, non ne esco, non ne sono mai uscita. E temo che la cosa stia peggiorando. Ciò che mi preoccupa è che quando leggo di scrittori (pubblicati) non leggo mai fatti di questo genere, forse ho una qualche malattia.
Bene. Tanto il mio fisico sta già somatizzando, aggiungiamo qualcosa, che male c’è?
Ragazzi, le vacanze sono finite da un bel po’, l’Epifania si è portata via le feste e la mia salute mentale. Ho un paio di post da scrivere, post un po’ più intelligenti (?), relativi alle tematiche di questo blog, che non è dedicato solo alle cretinate di Dil, giuro. Uno è su un libro, l’altro è proprio sull’editoria.
Domani aggiorno (e mi degno anche di rispondere ai vostri commenti passati...)

venerdì 10 dicembre 2010
Oggi parliamo di sesso
Ho notato che i miei ultimi post parlano di libri altrui e di altrui scrittori. Ho pensato che fosse bene, allora, tornare a parlare di me; ah ah, già vi vedo là, belli assatanati… no, non parlerò di sesso nel modo in cui qualcuno, passando di qui, potrebbe sperare, né descrivendo scene erotiche.
No, la mia è più una riflessione sul sesso nei libri. Perché? Perché mi sono scocciata di leggere di romanzi dove alla prima scena spinta si etichetta come Harmony e perché, di contro, sono arcistufa di questi Harmony senza né capo né coda che passano per fantastiche storie d'amore.
Preciso che Harmony è una collana della Mondadori, uso il termine in senso generale e non riguarda la collana in sé.
Per me la maggior parte degli Harmony sono porno, cosa intendo con porno? Scene di sesso senza storia, anche se tendo a volte a includere tutti quei libri in cui non c’è storia, sì, insomma, come i porno, dove all’inizio ci sta lui che… boh, entra in casa e lei che cucina una bella torta e poi non si sa né come né perché si saltano addosso, ovviamente sono entrambi superdotati, e si susseguono scene raccapriccianti (beh, lo so che i maschietti non le trovano tali, ma io maschietto non sono). Ecco, in alcuni libri è così, né più né meno; e poi mi vengono a raccontare che si tratta di una storia d’amore. MA DOVE?? Poi dicono che le coppie non durano, che non ci si sposa, che non si trova nessuno con cui stare, ohibò, se l’amore è questo, ti credo!
Io capisco il figone di turno che fa sognare noi donne, ma poi ci deve essere altro, chissenefrega sé è alto due metri, muscoloso e atletico, chissenefrega se ha gli occhi più belli del mondo, chissenefrega se combatte cavalieri, demoni e satana in persona per salvarci, chissenefrega se ci apre la portiera della macchina, della carrozza, della zucca: a me tutto ciò non fa per niente sognare, mi fa venire l’orticaria e poi mi gratto per giorni e se ne leggessi due di seguito sono certa mi verrebbero i bubboni della peste nera.
E ci tengo a sottolineare che a me piacciono le scene di sesso (leggerle e scriverle) quelle sensate, però, non quelle cadute dal nulla e, per altro -il 90% delle volte- scritte con i piedi!
Io posso capire una passione improvvisa, se ha senso di esistere, ovvero se nasce con un minimo di logica, ma non potrei chiamarla amore se nel suo sviluppo non succede nulla che costruisca un rapporto basato su altro. Nella vita reale, la passione brucia presto ed è molto più cieca dell’amore, che, a mio avviso, ci vede un occhio sì e uno no.
Poi dall’altra parte mi sento dire che romanzi in cui si parla di ventimila cose, che so, povertà, politica, problemi psicologici e chi più ne ha più ne metta, romanzo magari scritto anche bene… zac! alla prima scena spinta (magari alla fine) "eh no, che schifo, quello è un Harmony". Mah, le giuste vie mai?
Conosco un libro -non dirò il titolo appositamente- in cui si parla della seconda guerra mondiale, di morte, della politica, di una famiglia che crede in una certa politica, di amicizia, di amore tra fratelli, bene, in questo libro lei si innamora di lui (sì, ok perché è un fico) e lui di lei (sì, ok, perché è dolce, amorevole, ingenua), e dopo più di metà libro finalmente riescono a farlo (sì, ok, in tutti i modi possibili immaginabili), più di una volta ho sentito dire “fa schifo, è un Harmony”…
A) avete mai letto un Harmony? Se lo avete fatto, non potete proprio metterli a paragone, se non lo avete fatto, meglio ma non parlate di qualcosa che non conoscete;
B) vuol dire che di tutto il libro (tutte le tematiche scritte sopra, ma anche cosa hanno dovuto passare i due protagonisti) non hai capito un tubo, tutto ciò che ti è rimasto è una scop*** e allora che tristezza!
Lo stesso per una saga che si svolge nella preistoria, molto bella, descrittiva, una scrittura quasi ottocentesca, zeppa di particolari sul mondo preistorico, a tratti quasi noiosa, in cui sono descritte scene spinte, molto dettagliate, non sempre piene di sentimento… niente, non importa che ce ne siano tre su un testo di 600 pagine: è un porno. Bollato! (e a dirlo non sono persone bigotte/santerelline)
Altro punto, perché nei libri si possono scrivere le scene più cruente e sanguinolente al dettaglio e non le scene di sesso al dettaglio senza essere tacciato come porno? Personalmente, se al dettaglio, non mi piacciono nessuna delle due: le descrizioni di pus e teste mozze o di quanto è lungo in centimetri non fanno per me, tuttavia non capisco perché nel primo caso sia realista e nel secondo diventi porno, alla faccia della storia complessa che c’è dietro e soprattutto della coerenza. Mah?!
A mio avviso se scrivi dei particolari dettagliati di aspetti importanti della storia lo devi fare per tutto; se il sesso è importante lo descrivi, e fai lo stesso con una questione altrettanto importante, per esempio i problemi di autismo di un bambino. Certo non fai come
Ma di perplessità in perplessità, ho scritto un papiro. Vorrei sapere la vostra.
Ah, vorrei precisare dei punti:
- alcuni miei romanzi hanno scene di sesso;
- la mia scrittrice preferita,
- H. Lee, E. Fromm, T. Hayden (tra i miei preferiti) non scrivono storie d’amore.
