martedì 25 ottobre 2011

Il dottor Cadevegna di Calvino

«Lei è venuto per il manoscritto? È in lettura, no, sbagliavo, è stato letto con  interesse, certo che mi ricordo!, notevole impasto linguistico, sofferta denuncia, non l'ha ricevuta la lettera?, ci dispiace pertanto doverle annunciare, nella lettera c'è spiegato tutto, è già un po' che l'abbiamo mandata, le poste tardano sempre, la riceverà senz'altro, i programmi editoriali troppo carichi, la congiuntura non favorevole, vede che l'ha ricevuta?, e cosa diceva più?, ringraziandola di avercelo fatto leggere sarà nostra premura restituirle, ah lei veniva per ritirare il manoscritto?, no, non l'abbiamo mica ritrovato, abbia pazienza ancora un po', salterà fuori, non abbia paura, qua non si perde mai niente, proprio adesso abbiamo ritrovato dei manoscritti che era da dieci anni che li cercavamo, oh, non tra dieci anni, il suo lo ritroveremo anche prima, almeno speriamo, ne abbiamo tanti di manoscritti, delle cataste così alte, se vuole e facciamo vedere, si capisce che lei vuole il suo, mica un altro, ci mancherebbe, volevo dire che teniamo lì tanti manoscritti che non ce ne importa niente, figuriamoci se buttiamo via il suo che ci teniamo tanto, no, non per pubblicarlo, ci teniamo per darglielo indietro.»
 […] hai sentito il dottor Cadevegna ricominciare più volte il discorso del manoscritto che non si trova, rivolgendosi ogni volta a persone diverse, te compreso.

Da Una notte d'inverno un viaggiatore, di Italo Calvino

(Per chi non avesse letto il libro: "te" si riferisce al protagonista, "Lettore", che va in casa editrice solo perché vuole il seguito di un romanzo.)

domenica 16 ottobre 2011

E poi dicono che devo essere positiva

Che ne pensi se aprissi una libreria? No, no, per carità, non è tempo per aprire una libreria, l'editoria va a rotoli, non legge più nessuno.

Ah, beh, se mi facessi assumere in una casa editrice sarebbe meglio? Ma che, non è tempo per farsi assumere da una casa editrice, poi quelle medio-grandi sono snob e quelle piccole non hanno soldi per pagarti.

Mi farò assumere da qualcun altro: qualche lavoro di segreteria nelle agenzie immobiliari non mi dispiacerebbe. Le agenzie? Non lo sai che stanno fallendo? Non è tempo per le agenzie, ormai la gente ha capito che fregano soldi e comprano o vendono casa usando la Rete.

Farò la segretaria da qualche altra parte. Ma hai almeno tre anni di esperienza? Perché non è tempo per imparare a fare la segretaria.

Mi farò assumere da un'azienda qualsiasi, anche un negozio, così sono dipendente, certo ti spremono come un limone, ti chiedono il sangue e sarà dura, quando avrò una famiglia, ma poi si vedrà; farsi assumere è… Ma non è tempo per farsi assumere da nessuno, devi conoscere, conoscere, conoscere o non ti guarderanno neppure.

Allora potrei aprire una tipografia?sarebbe carino.  Ma che sei matta, non è tempo per aprire una tipografia, ormai si fa tutto al computer.

Ok, allora compro un locale commerciale -rinunciando al sogno di comprare casa- e vedo che attività potrei farci. Nooo, non hai capito: non è tempo per aprire un'attività, non ti dà nessuna sicurezza.

Se facessi un concorso statale? È sicuro quel posto. Ma nooo, non è tempo per fare concorsi, sono tutti truccati.

Vabbè, ho, capito ho sbagliato, dovevo fare architettura, almeno mi sarebbe piaciuto e ora avrei pensato ad aprire uno studio tutto mio. Ma scherzi, non ci fai nulla con architettura, oggi, non è tempo di aprirsi studi, a meno che non ne abbia di già avviati e tu non ne hai, lascia perdere.

Potrei fare qualche corso di fotografia, così miglioro le tecniche e… Soldi buttati, i fotografi hanno i loro giri, non è tempo per queste cose, i nuovi li fanno subito fuori.

Un corso di grafica. Naa, oggi si fanno tutti tutto da soli, non è tempo per la grafica, a meno che non fai grandi studi super fichi con tanti soldi da spendere, però, poi chissà.

Un master in… Uh, fico! I master sono fichi, fai un sacco di cose belle e ti fanno fare anche uno stage, certo ne devi fare uno di quelli belli costosi, che durano uno o due anni, e poi mica è detto che ti prendano. Se lo fai per lavorare subito, per sposarti presto, non ti conviene, non è questo il tempo dei master.

Ok, farò qualche lavoro freelance, scriverò per qualcuno, oppure… No, no, non è tempo per rischiare questo tipo di lavoro più che precario: se ti danno lavoro non ti pagano, oppure ti pagano dopo un sacco di tempo, poi sei di nuovo in giro a nulla fare. Cioè, se proprio volevi fare questo nella tua vita... ma rischi e non è il momento di rischiare.

Allora andrò all'estero, in Australia, un posto dalla temperatura mite, con una popolazione multietnica e… No, guarda, ti illudi e basta, non funziona niente neppure all'estero, ti cacciano subito via, è crisi mondiale, e tu sei un'extracomunitaria: non è tempo di emigrare.

Vabbè, ho capito, accetterò di lavorare al call center a 3 euro l'ora. "Oh, bene, signorina, sì, sì, venga, venga. E… uhm, vedo che è laureata con 110 e lode, ah, uhm, bene, ok, le faremo sapere…" …, …, …? -ma, se si ha una laurea, non è tempo neppure per lavorare in un call center??-

Bene, a questo punto andrò a battere sulla strada! Eh, no, tesoro, lì c'è un mercato, mica puoi andare a fregare il posto a un'altra. Non è tempo per questi lavori facili.

E vorrà dire che farò la prostituta d'alto bordo a casa mia! Ok. Perfetto. Occhio solo alle tasse da pagare, se ti scoprono, sai… ahm… eh, uhm, e poi… secondo me, dovresti almeno essere alta 1.70 e pesare 50 chili.


-.-'


E poi dicono che devo essere positiva.
Fanculo.

giovedì 13 ottobre 2011

Ok. Anzi no.

Forse qualcosa si vede all'orizzonte, anzi no, non si vede proprio un fico secco: forse, sono solo riuscita a fare un passo avanti, ma potrebbe fermarsi qui. Nessuno mi ha dato speranze, solo un passo. E se ci sarà un passo successivo, non so neppure quando sarà, non credo prima di venti  giorni, ma potrebbe essere molto di più.
Ok, lo dovevo scrivere, ma non mi uccidete: per pura scaramanzia non dico niente, sappiate solo che sono mooooolto ansiosa, sì, ecco più del solito.


martedì 11 ottobre 2011

Piccole soddisfazioni

L'estate è finita, o forse no. Di certo è ottobre, l'11 ottobre. Diversi anni fa, oggi, passai una delle giornate più brutte o borderline della mia vita. Ma il passato è storia*.  Per quanto riguarda il futuro, è vago e incerto: ogni piccolo progetto di vita viene distrutto in continuazione. Ma il futuro è un mistero*.
Mi  appello al presente. Il presente è un dono*.
Ebbene il mio dono, ad oggi, è dato da pochissime persone, alcune delle quali hanno a che fare con questo blog, con il tema di questo blog: sono una ragazza che tenta di essere una scrittrice, un'autrice che tenta di farsi leggere. Non so a cosa porterà perché, ok, domani è un mistero, però al momento mi aggrappo ad ogni piccolo aspetto positivo che mi capita sotto mano: il dono del presente; e sapere che ci sono poche, pochissime, pochissimissime persone che hanno letto il mio romanzo e ne sono rimaste colpite, non può che essere positivo.
Si tratta di persone che non mi conoscono e non hanno nessun interesse a farmi dei complimenti, sono persone che leggono, alcune scrivono anche, persone che non chiedono soldi, ma che hanno dimostrato il loro reale interesse al mio romanzo cercando di aiutarmi.
Non rientrano nella schiera del "è fighissimo, ora pagami", né nella schiera del "è fighissimo, ma". No, sono persone che hanno perso tempo a leggerlo tutto (e non è poco, vista la lunghezza di NT), che hanno apprezzato sia lo stile che il contenuto e mi hanno spiegato il motivo.
Beh, non è tanto, perché la strada per la pubblicazione è lunga e piena di ostacoli che possono bloccarmi, ma è una piccola soddisfazione e so che chi scrive capirà, perché non importa se scrivi per gli altri o per te stesso, quando fai leggere il tuo racconto, la valutazione positiva degli altri fa sempre piacere. Inutile negarlo.
E un piccolo piacere, in un momento del kaiser, me lo potrò anche godere, no? Tanto sono pronta a tutto, ormai, quest'anno sta mettendo a dura prova il mio già scarso ottimismo. Non credo più in niente; ma non smetterò di farlo…



* maestro Oogway



venerdì 7 ottobre 2011

Uscirà Il bacio e il sortilegio di J. Carey

Buondì. Aggiorno per scrivervi che finalmente il 27 ottobre (sperando non cambi nulla) uscirà Il bacio e il sortilegio di Jacqueline Carey; in Italia è il quinto volume della saga di Imri, sarebbe la prima parte del terzo e ultimo di libro, ovvero Kushiel's Mercy.
Costa 18.60 euro e le pagine dovrebbero essere 500, ma in giro ho visto riportato anche un 384, quindi chi vivrà vedrà…

Trama: Dopo aver vendicato la morte della moglie, Imriel è libero di tornare a casa, dove lui e Sidonie rendono finalmente pubblica la loro relazione. La regina Ysandre, però, non può permettere che la delfina di Terre D'Ange si fidanzi col figlio della famigerata Mélisande Shahrizai, la donna che per ben due volte aveva cercato d'impadronirsi del regno e che poi era svanita nel nulla. Perciò, come segno della propria fedeltà, Imriel dovrà consegnare la traditrice alla giustizia, altrimenti Sidonie sarà diseredata. Grazie ai suoi legami con la Gilda Invisibile - una setta segreta ramificata in tutto il mondo - il giovane riesce a scoprire il nascondiglio della madre, ma proprio quando si prepara a partire, giunge a corte Astegal, l'ambizioso principe di Cartagine. Con un subdolo incantesimo, Astegal assoggetta al suo volere tutti gli abitanti di Terre D'Ange, compresa Sidonie, che accetta persino di sposarlo. Essendo l'unico rimasto immune, il principe Imriel si trova quindi costretto a chiedere aiuto al solo uomo che possa spezzare il potentissimo sortilegio: Ptolemy Solon, governatore della remota isola di Cytherea, nonché amante di Mélisande Shahrizai...
il bacio e il sortilegio carey

lunedì 3 ottobre 2011

Test letterario

1) Quale libro stai leggendo attualmente?
Amazzonia, un libro d'avventura e azione di Rollins
2) Perché hai scelto questo libro?
Perché ne avevo già letto uno dello stesso autore, che mi era piaciuto, e questo sembrava sulla stessa strada…
3) Ti piace farti consigliare libri dagli amici?
Dai pochi che leggono, sì. Ma trovo molti consigli anche da aNobii e dalla rete in generale.
4) Lo scaffale che visiti per primo in libreria?
Se ci fosse, avventura, visto che non esiste, dipende dalla libreria: di solito novità, fantastico o Tea.
5) Il tuo libro preferito?
Mmm ne ho diversi, ma se proprio devo scegliere La Trilogia di Phèdre, della Carey.
6) Quello più brutto?
Ce ne sono diversi che proprio non mi sono piaciuti, ma non saprei dirne uno in particolare.
7) L'ultimo libro che hai letto?
Tre e sei morto, della Evanovich
8) Quello che aspetta sullo scaffale da anni?
Da anni, nessuno, da un bel po', Il nome della Rosa
9) Quello che rileggeresti?
A parte la Carey, in questo momento rileggerei Una bambina e gli spettri, della Hayden
10) Quello che non hai compreso?
Memorie dal sottosuolo
11) Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti?
Notte di piaceri, della Kenyon
12) Quello che hai lasciato a metà a malincuore?
Nessuno
13) Tre libri che vorresti leggere in futuro.
Tre? Tremila!!
14) Tre autori che ti piacciono.
Carey, Carey, Carey!!! Ok, non vale: Jacqueline Carey, Tory Hayden, Harper Lee
15) Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti
Phèdre, Jean Louise "Scout", Alexander "Shura", ma me ne piacciono anche altri
16) Tre libri che non avresti voluto leggere
Soli, di Hermes - Alla ricerca del mio angelo custode,  di Smailes - Il quaderno nero dell'amore, di Manzini
17) Tre autori che non ti piacciono.
In questo momento mi viene in mente solo Moccia, anche se Tre metri sopra il cielo non mi era dispiaciuto
18) Tre personaggi letterari che detesti
Arturo Bandini e i due protagonisti  de La solitudine dei numeri primi
19) Il tuo racconto preferito?
Non me ne viene in mente nessuno, comunque non amo molto i racconti
20) Il libro della tua infanzia?
Piccole donne, Il giardino segreto, e Kim, ma, poiché già leggevo moltissimo, ne ho diversi in mente…
21) Il primo libro da "adulto"?
Non ne ho idea
22) Un libro che hai comprato solo perché ti piaceva il titolo?
Per il titolo, nessuno
23) Un libro che hai comprato perché ti piaceva la copertina?
Quelli della Troisi :p
24) Classici o Moderni?
Dipende, per lo più però leggo moderni
25) Ottocento o Novecento?
Come sopra
26) Il più bel film tratto da un libro?
L'ultimo dei Mohicani
27) Il primo libro che ti viene in mente?
On writing, di King
28) Un libro letto in lingua originale?
Sto arrancando con Santa Olivia, indovinate di chi? Ma della Carey, ovvio!
29) Il tuo genere preferito?
Avventura con azione e amore :D ma mi piacciono molto anche i libri "intripposi" sulla mente dei bambini, per esempio, l'autismo.
30) Il genere che detesti?
Uhm, un genere particolare non saprei, mi viene un po' l'orticaria con i libri lamentosi, quelli solo d'amore e quelli onirici in cui non capisco un tubo!
31) Preferisci libri di autori italiani o stranieri?
Indifferente, mi deve piacere la trama e la scrittura.
32) L'ultimo libro di un italiano che ti è piaciuto?
Quando il diavolo ti accarezza, di Luca Tarenzi
33) L'ultimo libro di un italiano che non ti è piaciuto?
L'abbraccio del vampiro
34) Quando hai iniziato a leggere?
Ooooooohmmmm, in prima elementare???
36) Citazione preferita di un libro?
Ne ho duemila!!! Dunque, dunque … "Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno. Se l'Amore fosse solo una sensazione, non vi sarebbero i presupposti per un amore duraturo." da L'arte di amare, di E. Fromm
37) Un libro che ti ha cambiato la vita?
Oddio, cambiato la vita nessuno, però mi hanno insegnato moltissimo Il buio oltre la siepe e Il piccolo principe
38) Preferisci i libri lunghi o corti?
Se hanno una bella scrittura e un buon contenuto, decisamente i libri lunghi!!
39) Un libro che hai sentito osannare da tutti e a te non ha detto nulla? Undici minuti, di Paolo Coelho
40) Un libro che consiglieresti a tutti? A tutti?! Questa è difficile, uhm ohhmmm, aaaahm…  il mio! Mwuahahahah, no, non è neppure vero. Non saprei, non credo che ci sia un libro che possa piacere a tutti e che quindi consiglierei a prescindere da chi ho di fronte.


martedì 20 settembre 2011

Tiriamo un po' di somme



Lo ammetto, anche se me la cavavo, la matematica non è mai stata di mio gradimento, quindi niente numeri, solo un paio di bizzarre conclusioni a cui sono arrivata. Cercherò di essere veloce perché appena sono libera dalle fauci della casa, dovrei andare alla posta.


Come scritto nei precedenti post, negli ultimi tempi ho contattato alcune agenzie letterarie, e buona parte di queste mi ha risposto. Alcune facevano pagare la rappresentanza subito, tra l'altro con cifre astronomiche; le ho scartate e non considero il loro giudizio, che per molti versi mi sembra il giudizio delle case editrici a pagamento, con la differenza che dicono che la scrittura è da cambiare (perché devi pagare - con il sangue- l'editing).

Il giudizio in generale delle altre agenzie -non farò i loro nomi- mi è parso un po' confuso o comunque io non ho capito del tutto il loro rifiuto. Nello specifico: il romanzo ha diversi spunti interessanti; la trama ha un buon intreccio; la protagonista ha un carattere interessante, in crescita e coerente; la scrittura è molto buona (due agenzie mi hanno scritto che ho un bellissimo modo di scrivere, il che mi ha fatta gongolare per un po'... eh, eeehm... ooocchei!), priva di errori significativi, a tratti evocativa, pittorica, che scorre bene, anche se da rivedere nei refusi e in alcuni passaggi che possono risultare pesanti per il lettore; buona la gestione di personaggi ed eventi in un lungo arco temporale; "la trama in sé dimostra una capacità di inventiva non comune, visto che sei riuscita a costruire un vero e proprio mondo, con una struttura sociale, politica e antropologica ben studiata e ben delineata." (questo tra virgolette, l'ho copia-incollato, spero che il suo autore non me ne voglia); spunti originali; potenzialmente commerciabile. MAaaa, non li convince.

Per motivi esclusivamente soggettivi. Una delle agenzie mi ha solo detto che non li convinceva, senza spiegazioni; un'altra che non riusciva a visualizzare i luoghi (che in parte si scontra con quello detto da altri), e una che c'erano troppi dettagli che potevano risultare fastidiosi. Due agenzie non erano convinte della narrazione in prima persona.


Alcune di queste mail, non tutte, le ho rigirate a mie amiche che hanno letto il testo: so che non possono essere del tutto oggettive, ma hanno avuto la mia stessa sensazione.


Queste risposte sono arrivate da agenzie letterarie grosse; delle piccole, escluse quelle sopracitate, solo una è interessata, quindi inizierò il lavoro con lei, perché anche se piccolina mi sembra un'agenzia seria, senza prezzi esorbitanti e molto chiara nel suo lavoro.

In realtà, persone che lavorano all'interno del mondo editoriale mi hanno detto che le grandi agenzie non si occupano di esordienti, e in effetti un paio (mi sembra) non mi ha neppure risposto. Però altre mi hanno risposto, e hanno anche perso tempo a leggere il mio romanzo, quindi, se non fossero state interessate a un'esordiente, non mi avrebbero neppure letta, giusto?


Insomma, il mio libro è, ohibò, quasi anche "fico", però, mah, chissà, c'è "qualcosa" di non meglio definito che non convince. Tirando le somme, il mondo dell'editoria continua a rimanere un mistero, per me.


mercoledì 7 settembre 2011

E anche agosto lo abbiamo superato

...Puff!


Io son sempre qua, non è cambiato un emerito tubo in questa vitaccia. Sono assai demoralizzata su ogni piano esistenziale, non riesco più nemmeno a scrivere, il che è tutto dire.


In compenso dovrei avere il primo feedback da un'agenzia letteraria venerdì; essendo il mio primo feedback serio, da una persona che non mi conosce, potete immaginare come sto (sì, io quella Dil che non è maaai ansiosa!).

Poi mi sono venuti molti dubbi del tipo: cosa risponde un'agenzia? Che commenti ti dà? E come te li dà? Ti rivoluziona mezzo libro? Ti propone di rivoluzionarlo? Ti dice che il racconto fa schifo, ma se ne cambi i tre quarti si potrebbe fare?


Se sarò ancora viva, vi farò sapere.


lunedì 8 agosto 2011

Ma quali novità?

Beh, ecco, è quasi metà agosto, questa è una novità... mica è da tutti!



Eeehm... Me ne vado qualche giorno in montagna sull'Appennino, con mami e papi (...), visto che mi sono giocata la vacanza in Scozia per pochissimi giorni. E poi qualche giorno col boy in Toscana, giusto per dire che sono partita.


Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, alcune agenzie letterarie mi hanno risposto dicendomi che avrebbero letto e valutato il mio dattiloscritto; l'ho inviato ad un'altra casa editrice e portato a mano a una c.e. qui a Roma. Certo, mi sveglio sempre ad agosto...


Una delle agenzie mi ha chiesto un bel po' di soldi per l'editing (considerando la mole del testo), ma mi ha chiesto soldi anche per rappresentarlo e tremila altre cose, sicché, tolto il fatto che non ho tutti quei soldi, mi sono rifiutata per principio. Forse ho sbagliato, ma non me la sono sentita.


Va bene, la questione dell'editing è discutibile (in teoria l'editing si paga, in pratica le case editrici NON a pagamento non lo fanno pagare, fa parte del loro lavoro; e le agenzie?), però nel mio caso mi sarebbe costato più di mille euro, quindi non ho avuto dubbi.


A settembre porterò a mano un altro manoscritto.


Ad oggi posso dire di averlo inviato a quattordici case editrici (in un anno). Due di queste non leggono manoscritti, una mi ha risposto che non rientrava nelle loro collane. Quelle a cui l'ho mandato in autunno (due) non mi hanno risposto. Le altre, forse, ho ancora qualche possibilità...


Mah?!

mercoledì 13 luglio 2011

Literary Agency' Time

Da quando ho aperto questo blog è passato un anno. Ovvero da quando ho messo la parola fine a NT1 e ho iniziato ad inviarlo alle case editrici. Per ora mi ha risposto una sola casa, dicendomi che il romanzo "è di difficile collocazione all'interno delle nostre collane perché possa aspirare alla pubblicazione". Alcune case le devo ancora contattare, per mancanza di soldi.

Ad ogni modo nello stesso tempo mi è stata consigliata un'agenzia letteraria: ho scritto, hanno letto due capitoli -già solo due- e mi hanno risposto che non li convinceva del tutto. A parte il rimanerci male, una risposta così secca da un'agenzia letteraria che dovrebbe fare l'interesse dell'esordiente mi ha un po' spiazzata.

Anyway, dopo un momento no, ho deciso di contattare altre agenzie. Vi farò sapere.


Sì, lo so che non frega un fico secco a nessuno! ...come siete fiscali!


domenica 26 giugno 2011

Alcuni ultimi libri

Aggiorno sui libri letti in questo periodo, solo qualche commento, niente recensioni. E solo tre libri, per oggi.



Matched - La scelta, di Ally Condie


Trama: Cassia non ha mai avuto dubbi: la Società sceglierà sempre il meglio per lei. Cosa leggere, cosa amare. In cosa credere. E quando Il volto di Xander appare sullo schermo dell'Abbinamento, il sistema che unisce individui geneticamente compatibili per creare coppie perfette. Cassia non ha incertezze: è lui il suo Promesso, il ragazzo giusto per lei. La sua gioia, tuttavia, non durerà a lungo: un malfunzionamento del Sistema le mostrerà il volto di un'altra persona, proprio prima che lo schermo si oscuri, qualcuno che lei conosce, Ky Markham. La Società le comunica che si è trattato di un errore tecnico, cosa rara in un mondo in cui le sviste non sono ammesse, ma Cassia non può impedirsi di pensare a lui, d'incontrare il volto del ragazzo In ogni suo sogno, in ogni suo pensiero. E una domanda, la più proibita e pericolosa, inizia a farsi strada: e se non fosse lei a essere sbagliata? Se fosse Ky il suo vero Promesso? Quale sarà la scelta di Cassia? Tra Xander e Ky, tra un amore obbligato e un amore che è il simbolo stesso della ribellione, chi avrà la forza di scegliere?



Mi attirava molto, l’idea mi sembrava originale, anche perché non ho letto nulla del genere, ma mi ha un po’ delusa: l’ho trovato lento, non accade mai nulla, tranne nelle ultime pagine. È un romanzo Y/A e per questo mi è mancato qualcosa. Le prime pagine sono carine perché c’è la novità e la morte del nonno, ma non bastano a tirare su un intero libro per bambini, perché, lo ammetto, se avessi avuto 15 anni forse mi sarebbe piaciuto di più.


Tra l’altro non ho capito perché la protagonista si innamori di Ky, mi pare più una curiosità nei confronti di un ragazzo diverso. E povero Xander, è tanto caruccio! Poi ho notato, proprio di recente, che i triangoli, soprattutto tra ragazzini, mi hanno veramente rotto.


Scrittura semplice e lineare.


In conclusione, voto: 6.5


***



Angeli ribelli - Gemma's Trilogy vol.2, di Libba Bray


Trama: La società vittoriana di fine Ottocento, i balli dell'aristocrazia londinese e la magia di regni incantati e meravigliosamente insidiosi. Chi ha imparato ad amare Gemma Doyle, l'eroina di "Una grande e terribile bellezza", troverà nuove emozioni in questo secondo capitolo della saga. Insieme a Gemma - sempre più consapevole dei propri poteri magici e ancor più decisa a distruggere definitivamente la malvagia Circe - ritroviamo la timida Ann, l'ostinata Felicity, il misterioso Kartik e l'affascinante corteggiatore Simon Middleton, oltre a spiriti e presenze oscure, amici perduti e nemici ritrovati. Appuntamenti mondani, lezioni d'arte sulla caduta degli angeli ribelli, visite al manicomio di Bethlem e apparizioni di inquietanti fanciulle vestite di bianco, trasformano le vacanze di Natale di Gemma in una corsa a perdifiato nell'ignoto, alla ricerca del Tempio ma soprattutto di se stessa. Un'Odissea al femminile, con una protagonista e voce narrante forte, indipendente e passionale, in cui sogno e realtà, visione e incubo si fondono in una rilettura del romanzo gotico vittoriano e dei feuilleton di un tempo, ma con echi di un moderno fantasy e la verve di un manga.



Benché anche questo sia Y/A e ci sia una sorta di triangolo, beh, non ci sono paragoni con quello sopra. Il primo (ne ho parlato qui) mi era piaciuto moltissimo, questo mi è piaciuto ancora di più: mi hanno catturato le ambientazioni, le atmosfere, i colpi di scena anche se alcuni li avevo previsti.


La scrittura è pulita e molto bella. Le frasi non sono né troppo corte né troppo lunghe.


MI SONO PERDUTAMENTE INNAMORATA DI KARTIK. Spero che nel terzo possa avere più spazio.


Rispetto al primo, la storia è più originale, complessa e in parte più adulta, nel senso che sembra più rivolta alla parte adult e meno alla parte young. Come per il primo, invece, ottima caratterizzazione dei personaggi; la magia non mi ha mai infastidita nonostante non sia il mio forte; è molto gotico, femminile e vittoriano, eppure -nonostante i miei gusti- non c’è nulla che non mi sia piaciuto.


Voto: 9


***




Il tuo cuore mi appartiene, di Dean R. Koontz


Trama: Ryan Perry ha il mondo in tasca: è un uomo di successo, possiede una villa faraonica, ha una bellissima fidanzata, Samantha, con cui sta per sposarsi, e tutta la vita davanti. O almeno così crede, fino al giorno in cui scopre di essere affetto da una malformazione cardiaca che gli lascia molto poco da vivere. Da quel momento la sua esistenza si riduce a una infinita serie di esami, visite, ricoveri in ospedale, che lo fanno sprofondare in una spirale sempre più cupa di angoscia e ossessioni. Solo quando si profila all'orizzonte la possibilità di un trapianto, Ryan sembra ritrovare un po' della speranza perduta. Ma non può immaginare che, una volta conclusa con successo l'operazione, nulla per lui sarà più come prima. Minacciose presenze che solo lui percepisce si insinuano nella sua vita, assediandolo nelle troppe stanze della sua villa; allucinazioni orribili lo perseguitano, e macabri oggetti compaiono dal nulla - un pendente a forma di cuore, un video cruento dell'organo pulsante - accompagnati da un messaggio di terrificante chiarezza: il tuo cuore mi appartiene. Da quel momento, il terrore si impadronisce di Ryan, finché tutte le sue paure prenderanno la forma fin troppo concreta di una sconosciuta dagli occhi a mandorla. Una donna che nasconde un'atroce verità, e che è più vicina al cuore di Ryan di quanto lui stesso possa immaginare...



Dunque, dunque mumble, mumble, il romanzo non sarebbe male, scritto bene, in maniera un po’ asciutta per i miei gusti, ma comunque pulita. Il problema, secondo me, è il titolo del libro, oltre alla quarta di copertina, infatti il protagonista si opera oltre la metà del libro: tutto quello che viene descritto nella quarta (e che mi ha attirata), in realtà succede dopo molte pagine; all’inizio, quindi, la prima buona metà l’ho trovata noiosa e inutile.


Alla fine si scopre la sua utilità, ma ormai hai letto il libro con uno spirito deluso e annoiato…


Voto: 6.5







venerdì 24 giugno 2011

La pazienza è un analgesico

Ed è per questo che non funziona più: assuefazione. Non parlo della pazienza nei confronti degli altri, parlo di quella nei confronti della vita, parlo di quella che ti dicono tutti di avere -da quasi dieci anni- quando sconsolata ti rendi conto che i sogni non si realizzano mai. La mia, di pazienza, non funziona più: il mio corpo non la recepisce.

Vedrai che le cose si risolveranno non ha più senso. Ora, adesso non sono risolte, e se la mia speranza esiste ancora, e se un domani una svolta ci sarà, ora, adesso non sono risolte. Il sogno potrà realizzarsi, ma non il sogno iniziale: se hai sognato di fare una cosa a dieci anni e la realizzi a cinquanta, il sogno si è realizzato solo in parte. Sì, accontentiamoci del meglio tardi che mai, ma ora, adesso quel sogno è rimasto tale: impalpabile.

Non c’è nessuna svolta, neppure all’orizzonte, e io mi sono stancata di sentirmi dire che devo avere pazienza. La pazienza non cura la malattia, la pazienza è un analgesico, nulla di più; la mia mente ha compreso il trucco.
Related Posts with Thumbnails