giovedì 3 maggio 2012

Autopubblicarsi. È dura!


Leggendo una delle ultime belle recensioni a Nuova Terra (la trovate QUI ), mi ha subito creato un moto di felicità il far presente che il romanzo è autopubblicato. Forse può sembrare banale per chi lo legge, ma, per me che l'ho scritto, sapere di avere quattro/cinque stelline come un bel libro pubblicato da casa editrice seria è, nel mio piccolo, un'enorme soddisfazione.
Ragazzi, non sapete che fatica sia autopubblicarsi!
Perché non è solo scribacchiare qualcosa e piazzarlo su un lulu.com qualsiasi; per me, è stato ben diverso: è stato rileggermi mille volte, correggermi cercando di avere gli occhi di qualcuno che non fossi io; è stato chiedere in giro a persone che di libri ne capiscono poco; è stato tagliare dei pezzi a cui ero molto legata, senza che nessuno me lo dicesse; è stato controllare che i fili tornassero, che i personaggi non si contraddicessero, che le virgole non si incrociassero; è stato avere il vocabolario sempre in mano, leggere manuali e capire fino a che punto andassero rispettati; è stato dire "ok, non sto solo scrivendo, non sono più solo io, sto pubblicando"; è stato fare una copertina e lottarci su; è stato impaginare e capire cosa fossero i crocini; è stato abbassare al massimo il prezzo e volerci solo credere; è stato chiudersi alcune porte in faccia; è stato farsi mille paranoie, molte di più di quelle che uno potrebbe farsi se una casa editrice credesse in quel tuo libro.
È stata dura.
Lo è ancora adesso. Lo è ora che ho iniziato tutto daccapo per il seguito e non ne vedo via di uscita perché non mi torna nulla, perché questa volta non posso contare sui giudizi privati di agenzie e scrittori, come nel primo. Lo è ancora adesso, perché il sogno è ancora a metà.
Eppure io, eterna pessimista, autocritica fino all'eccesso, fino alla depressione, fino alla bassa autostima, provo un minimo senso di soddisfazione nell'aver venduto tutte le copie preventivate, un senso di soddisfazione nel vedere tante stelline su aNobii, così come potrebbe averle un libro pubblicato da una casa editrice che rischia per te, che ti edita, che si fa il fondoschiena al posto tuo con una squadra di persone alle spalle.
Non lo so se questo libro -come ha scritto qualcuno- dovrebbe essere pubblicato non solo da CE, ma anche all'estero, ma so che nel mio piccolo ho raggiunto un risultato e l'ho fatto tutto da sola.
Ai lettori non fregherà niente, non cambierà nulla e lo capisco, perché importa solo il risultato, ma per me è importante.
Non credo che questo porti davvero da qualche parte, non dove avrei voluto arrivare; non so se il seguito avrà la forza del primo, se io avrò la forza che avevo nel primo.
Al momento, per questo breve momento, ascolto il flebile suono di una piccola soddisfazione che fa battere il cuore.

1 commento:

  1. mi chiamo emanuele e mi sto interessando all'aspetto legislativo del selfpublishing in italia. potresti aiutarmi a risolvere alcuni quesiti sull'argomento?

    1) certificare( presso un ente qualificato) un libro con la firma digitale qualificata e marca temporale equivale ad autopubblicarlo? è come se io fossi la casa editrice" EMANUELE"?

    2) il deposito di un libro presso un tribunale competente per territorio o ente qualificato equivale a pubblicare il libro stesso?(L 47/1948 sostituito da DPR 252/2006)
    emanuel.bellini@libero.it

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